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Prospettive delle Porte Meridionali d’Europa – 2-3 Ottobre 2019. Il Consolato Generale d’Italia a Fiume partecipa, insieme alle autorità locali e nazionali, al Forum internazionale sullo sviluppo ferroviario croato.

Data:

07/10/2019


Prospettive delle Porte Meridionali d’Europa – 2-3 Ottobre 2019. Il Consolato Generale d’Italia a Fiume partecipa, insieme alle autorità locali e nazionali, al Forum internazionale sullo sviluppo ferroviario croato.

Si avvicina la stagione di Rijeka 2020 e, con questa, le migliori intenzioni di apertura ad investimenti e iniziative fruttuose per il futuro della regione da parte delle autorità locali e dei vari partner scelti. In questo contesto risalta il Business Forum internazionale “Prospettive delle Porte Meridionali d’Europa”, svoltosi i primi di ottobre tra il fascino del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato e l’atmosfera suggestiva di un treno passeggeri da Fiume a Zagabria, in occasione del 150esimo anniversario dall'inizio della costruzione della ferrovia fiumana.

Promossa dalla camera di commercio croata, l’iniziativa ha visto il supporto delle massime autorità locali e nazionali e, dunque, la presenza sul posto del ministro del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture Oleg Butkovic e del sindaco Vojko Obersnel, nonché la rappresentanza Italiana del console generale e del suo vicario responsabile commerciale.

Insieme alle autorità presenti, esperti internazionali del settore, tra i quali spiccano i delegati dell’Autorità Portuale di Trieste Alessandra Lombardo e Sergio Nardini, hanno avuto occasione di ragionare e confrontarsi su trasporto ferroviario, infrastrutture e piani territoriali di sviluppo. Infatti, centro della partecipata discussione è stato il sostanziale piano di ammodernamento della rete ferroviaria Croata: con un investimento di 3,5 miliardi, l’ambizioso obiettivo è aprire le rotte ferroviarie del paese all’Europa centrale da una parte e, dall’altra, a Giappone, Cina e India, nell’ambito della Strategia di sviluppo della Repubblica di Croazia fino al 2030 e del progetto della nuova “via della seta” Europea.


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